Dal paese dei due parchi alla perla del Tirreno

Camminata antropologica con partenza dalle alture del Parco Nazionale del Pollino, l’area protetta più grande dell’intero territorio nazionale conosciuta per i suoi Pini Loricati, con discesa progressiva fino alla costa tirrenica di Maratea per un tuffo finale. Seguendo la via dell’acqua, si intrecciano a ogni tappa altre tematiche salienti legate alle tradizioni o alle innovazioni del territorio.

Itinerario

Giorno 1 – Latronico – Castelluccio Superiore
Giorno 2 – Castelluccio Superiore – Lauria
Giorno 3 – Lauria – Lago Sirino – Rivello
Giorno 4 – Rivello – Trecchina
Giorno 5 – Trecchina – Maratea

Racconto di Viaggio

L’edizione 2023, dal 22 al 26 agosto, ha attraversato i territori e le comunità di Latronico, Castelluccio Superiore e Inferiore, Lauria, Rivello, Trecchina e Maratea. Sono stati giorni intensi in cui si è camminato per oltre 90 km con 26 camminatori provenienti da Italia, Belgio, Portogallo e Stati Uniti, con il consueto entusiasmo che lega i camminatori e il team responsabile dell’organizzazione e con la rinnovata consapevolezza di attraversare territori meravigliosi e terribilmente a rischio. Sono queste, forse, le parole chiave principali che hanno caratterizzato l’esperienza.

Meraviglia che si prova percorrendo i paesaggi incredibili della Lucania, capaci di cambiare completamente a distanza di poche decine di km passando dalla brulla montagna al rigoglioso bosco, fino al mare cristallino.

Meraviglia per le persone e le storie che accompagnano il cammino con i loro racconti e le loro specificità, a bordo di un’esperienza “imperfetta” come piace definirla agli organizzatori, nella ricettività delle aree attraversate e nei progetti non finiti che raccontano le possibilità di sviluppo mancate, e nello stesso tempo perfetta nell’accoglienza delle comunità, nei sorrisi degli abitanti dei paesi, sempre più spopolati, che con stupore scoprono che persone da tutto il mondo vogliono conoscere ed esplorare gli stessi luoghi da cui i loro figli scappano.

Il Rischio, invece, è l’urgenza che si è avvertita nel cammino, il rischio che questa Terra resti vuota, il rischio che le comunità locali non si accorgano che dipende anche da loro la possibilità di riabitarla, il rischio che le grandi infrastrutture restino mai collaudate o abbandonate a se stesse senza cura, il rischio che le visioni dei giovani che vorrebbero tornare o restare vengano offuscate da chi è sul posto e continua a ripetere come un mantra “qui non c’è niente, ve ne dovete andare”, il rischio che non ci sia cura per gli splendidi fiumi che rischiano di diventare discariche o di essere strozzati nel loro scorrere da sbarramenti e presunti progetti industriali, l’ “urgenza” di dire a questa Regione e a queste persone che sono ancora in tempo, ma forse ancora per pochissimo.

Come sempre ci si porta a casa storie di resistenza ed esistenza stupende, come quella della Piccola Biscotteria di Galdo e delle sue meravigliose imprenditrici: madri, figlie, amiche, o quella dell’Ecovillaggio Masseria Del Sonante, dove un’intera famiglia si è trasferita dal Lazio per realizzare il sogno di accoglienza e sostenibilità di una vita.