Basilicata: Valle del Marmo Platano e dell’Ofanto

Un viaggio speciale nella natura, dalla terra al cielo, scoprendo le stelle grazie all’Osservatorio Astronomico di Castelgrande per arrivare nei borghi “a punta di scarponcino” fino alla Positano d’Irpinia. Assaporando prodotti autentici, come la patata di montagna di Muro Lucano e la podolica a km 0 di Pescopagano, raccontati direttamente dai produttori.

Itinerario

Giorno 1 – Pierno, tra boschi e terme naturali.
Giorno 2 – San Fele, alla scoperta delle cascate e della gualchiera.
Giorno 3 – Muro Lucano, lungo le vie medievali delle ripe e dei mulini.
Giorno 4 – Castelgrande, alla scoperta delle stelle della Basilicata.
Giorno 5 – Pescopagano, il torrente Ficocchia e la quercia secolare di Masini.
Giorno 6 – Calitri, la Positano d’Irpinia.

Racconto di Viaggio

Ogni paese che abbiamo attraversato, con le sue valli e i suoi boschi, le sue montagne e la sua storia, ci ha regalato qualcosa di indimenticabile. Ma, come sempre accade durante i nostri viaggi antropologici, la cosa più sorprendente sono state le persone.

Dalle persone più anziane che conservano dentro di loro le memorie e le tradizioni di un’Italia che non c’è più, e di cui a poco a poco si perde il ricordo, a quelle più giovani, che con i loro progetti e la loro voglia di fare rappresentano per noi un elemento di studio per immaginare il ripopolamento di queste aree.

Camminando in punta di scarponcino nei borghi di San Fele, Muro Lucano, Castelgrande, Pescopagano e Calitri, abbiamo incrociato storie uniche che non vediamo l’ora di raccontarvi in modo più approfondito. Come quella di Chiara Ponte, che a Muro Lucano ha fondato un’associazione tramite cui promuove le tradizioni culturali locali con particolare attenzione alla figura della donna e alla questione giovanile/femminile, Joy e Vito dell’ Associazione Galatea, che sempre a Muro Lucano lavorano ogni giorno per rivalutare il paesaggio che circonda il borgo attraverso escursioni di archeologia industriale e attività culturali.

E come non citare Valentina e Lorenzo, che giunti a Castelgrande dalla Toscana un po’ da turisti, hanno scelto di trasferirsi lì con la volontà di aprire un home restaurant e allevare bruchi e farfalle autoctone all’interno del Parco dei Colori.

O ancora Martina, che sempre a Castelgrande si occupa di ricerca, documentazione ed insegnamento di danze tradizionali, Matteo, che con gli amici ha deciso di aprire un microbirrificio immerso nel verde della Basilicata, e Guadalupe, che dall’Argentina si è trasferita a Pescopagano per tornare a vivere nel luogo dove sua nonna abitava da piccola, prima di migrare in Sud America.

Storie diverse, di migrazioni, di ritorno alle radici, di restanza, che sottolineano come la vita nelle aree interne non sia per tutti , ma allo tempo stesso siano molte le persone che amano questi luoghi e che giorno dopo giorno scelgono di viverli, valorizzarli in prima persona e in cui creare nuove narrative e imprese.

A queste persone si uniscono Carmela, Lucia, Vitale, delle Pro Loco locali che oltre ad accompagnarci alla scoperta dei propri paesi, hanno condiviso con noi pezzi della loro vita lungo il cammino. Il signor Pasquale Carlucci e la signora Filomena che incrociandoci per strada, pieni di entusiasmo e emozione, ci hanno fatto dono delle proprie memorie e fatto rivivere quell’atmosfera che una volta permeava questi luoghi in ogni dove.

Ancora una volta la Netural Walk si è dimostrata un format incredibile ed efficace per osservare il territorio, conoscerlo attraverso gli occhi di chi lo vive, percorrendo sentieri talvolta nemmeno mappati, creando nuove reti tra progetti, associazioni ed amministrazioni. Un viaggio adatto sia a turisti curiosi che a ricercatori appassionati di paesaggio, storia, antropologia e innovazione sociale.