È partita da Salandra (MT) e dai suoi antichi calanchi e ha raggiunto San Mauro la nostra undicesima Netural Walk 2024, che, dal 20 al 24 agosto ha attraversato i paesi della montagna materana con camminatori provenienti da tutto il mondo (Italia, Belgio, Germania, Arabia Saudita, Guinea), non soltanto originari di questi paesi ma anche all’estero per lavoro o per scelte di vita. Il loro sguardo è stato fondamentale per aiutare il territorio a guardarsi con occhi nuovi e per aprire dibattiti sul futuro e sullo sviluppo potenziale o perduto.
La Netural Walk ha incrociato, in quasi 70 km di cammino: Amministrazioni, cittadini, associazioni, che, grazie alla collaborazione degli stakeholders locali: Legacoop Basilicata, Cooperativa Nuova Atlantide, Cooperativa di Comunità SiAmo Accettura, Forum delle Associazioni di Salandra, Protezione Civile Tricarico, hanno reso l’esperienza davvero unica per chi l’ha vissuta.
Il coinvolgimento delle Amministrazioni comunali di Salandra, Garaguso, Oliveto Lucano, Accettura, Stigliano e San Mauro Forte è stato fondamentale per condividere un racconto autentico e reale di quelli che sono i sentimenti dei territori. E come ogni anno da questi confronti abbiamo imparato tantissimo.
La forza della Netural Walk 2024 è passata anche da un coinvolgimento importante, che per la prima volta ha visto l’Università all’interno dell’iniziativa. Grazie ai professori Rosanna Salvia e Giovanni Quaranta dell’Università degli Studi della Basilicata e al loro staff, il cammino si è arricchito di spunti nati da progetti universitari e indagini, già sviluppate dai ricercatori proprio sulla fetta di territorio esplorato e ha visto svolgersi per ogni tappa, importanti momenti di confronto con i protagonisti del territorio, che hanno rafforzato gli incontri con le comunità che abitualmente vengono organizzati nel corso delle Netural Walk.
Grazie al ciclo di “Agorà – Sentimenti dai Paesi” infatti, in alcuni dei paesi attraversati si sono aperte discussioni pubbliche sul presente e futuro dei territori più piccoli ma soprattutto sui sentimenti di chi resta e di chi parte e sulle visioni di chi amministra, che hanno incrociato le indagini universitarie avviate. Rispetto allo sviluppo delle discussioni e degli output raccolti, sono emerse alcune necessità più urgenti di altre, ma soprattutto vere e proprie emergenze territoriali, anche connesse alla consapevolezza delle risorse e delle potenzialità.
Come sempre il cammino ha cementato relazioni, ha generato empatia e stretto nello stesso abbraccio nomade tutti i camminatori che hanno deciso di dedicare un pezzo della loro estate al racconto partecipato di una Regione che purtroppo si sente sempre più divisa tra la bellezza e le potenzialità delle sue risorse naturali e umane e l’esproprio di servizi, persone e beni da parte di un sistema che non favorisce la reale ri-abitazione e la vita in questi luoghi.