NeturalWalk5

NeturalWalk5

La settimana dopo ogni NeturalWalk non riesci a non pensare alla neturalwalk.

Non c’è da preoccuparsi, è il primo sintomo che ti è entrata dentro, che ti ha segnato e che ormai fa parte di te. Questa volta siamo stati in Salento, è stato bello, poetico, forte, intenso. Come ogni partenza abbiamo vissuto l’incertezza di ciò che stavamo per vivere e la curiosità degli incontri, delle storie e dei luoghi, come ogni arrivo, ci siamo sentiti carichi di emozioni, di doni e di storie da raccontare e portare con noi.

Il bagaglio di ogni neturalwalk è sempre più pesante all’arrivo, le persone che passano lungo il nostro cammino non passano, restano e vengono con noi.

Il Salento ci ha stupito, si è svelato oltre quello che tutti vedono, non è mai stato per noi ombrelloni e sdraio, è stato molto di più. Ogni tappa del nostro cammino ci ha lasciato un senso di pienezza enorme. Gli occhi degli abitanti dei paesi che abbiamo attraversato ce li portiamo dentro. Gli occhi di Nenè e Checchina, maestre di tradizioni, in due 180 anni, donne di un Sud profondo, che lotta e sorride allo stesso tempo.

Il cammino è stato tracciato dai nostri fantastici coordinatori locali, capaci di donare accoglienza senza parsimonia, sorridenti nonostante la fatica organizzativa, sempre presenti  e semplici nelle loro emozioni, così vere da commuoverci.

Fabiana e Arianna di Luna, Giorgio di Protocaos, ma anche Tommaso, Marisa, Christine, le zie, Michele, Luciana, Jolanda e Simona di StaiTerraTerra e tutti quelli che senza mai fermarsi hanno fatto in modo che quel territorio fosse anche nostro, sono stati il nostro più grande “luogo” di scoperta e di condivisione.

Risate ce ne sono state tante, fatica e caldo anche, ma con noi, come sempre, portiamo la consapevolezza che essere comunità nel cammino è un’enorme, bellissima metafora dell’essere comunità nella vita. Le difficoltà si amplificano se non si sanno vivere assieme ma si dimezzano se si condividono e ognuno scopre di poter essere di supporto e ristoro all’altro, senza che questo pesi troppo su nessuno.

Raggiungere da soli un traguardo, anche con fatica, ha poco valore rispetto all’emozione di raggiungerlo insieme, vedere che anche l’ultimo del gruppo è arrivato a  destinazione ha davvero un gusto diverso, rivedere dal punto di arrivo la strada percorsa insieme ti trasmette un senso di appartenenza e orgoglio enorme e non riesci davvero a tenerti la soddisfazione per te, hai bisogno di condividerla con i tuoi compagni di viaggio.

Forse per tutto questo e per molto di più ancora, una NeturalWalk non finisce mai l’ultimo giorno della neturalwalk, la gente continua a stare insieme, continua un pezzo di strada, nascono amicizie che restano vive nel tempo, ti arrivano ancora sette giorni dopo le foto di persone che ti confessano di sentire terribilmente la mancanza di quel cammino.

Forse per questo ogni neturalwalk inaugura un nuovo modo di sentirsi parte del mondo e gli occhi non sono mai asciutti al momento dei saluti finali.

Il segreto è portarsela dietro quella sensazione lì, se hai scoperto che camminare insieme è crescere insieme, non lasciando indietro nessuno, vedrai che il cammino lo avrai appena iniziato e sarai solo all’inizio della strada.

 

(Se volete passeggiare tra le immagini del nostro cammino potete guardare qui la sezione del sito dedicata.)

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